Gioielli Rubati 380: Valerio Gallerati – Marina Baldoni – Barbara Auzou – Silvia De Angelis – Fleurose – Kaushal Kishore – Jean-Marc Feldman – Chiara Marinoni.

 


Giardini.

Nel giardino preferito

dalla gente del mio paese

una signora di una certa età

coltiva fiori d’ogni sorta

campanule delicatissime

Rose

giunchiglie e tulipani.

Li sceglie con saggezza;

li ama con le mani..

Nel mio giardino allevo un bosco

l’autunno le foglie si stratificano

l’aspetto è rude, opaco

Ma a me toglie le voglie

di sorbe e di corniole,

di viola e ciclamino

e suona vivo

quando ci cammino..

di Valerio Gallerati, qui:

https://www.facebook.com/gallerati.valerio


eppure

avrei saputo cosa

dire e come, ma

tutte le carte hai

rimescolato.

(essere il jolly sorridente

in gioco

fino alla prossima

donna di cuori).

di Marina Baldoni, qui:

https://www.facebook.com/marina.baldoni


Questa casa manca da tutte le mappe

.Sonda di Ringers di Ragionamento

le miniere delle nostre coscienze

le loro geografie oscure e cantanti

che non si abituano a troppa luce

o troppo rumore

Prendi anche la mia notte

Inquietante

e lasciami il destino unico

una linea di fuga in cambio

questa empatia permanente che chiediamo

e tutti questi gesti emozionanti che compiamo

per non morire

Li chiamerò

Li farò sempre di nuovo

Scaverò a fondo nella fantasia di un luogo strano

Una casa assente da tutte le mappe

come se ricevesse una riparazione

dell’ossessivo effimero

questo grande ladro dell’eternità con erba brevi

e per il resto mi vedrai in silenzio

e poi sorridere..

di Barbara Auzou, qui:

https://lireditelle.wordpress.com/2025/11/22/cette-maison-absente-de-toutes-les-cartes/?_gl=1*7lr2zz*_gcl_au*MTk3OTI0NzcwLjE3NjM3OTQwNTAuNDQ2OTEzMTE2LjE3NjM3OTQ0MjMuMTc2Mzc5NTIwOQ..


Un altrove

Perdersi nel rumore invisibile

del buio aggregato a falò spaiati

di mitiche memorie..

Cercare un altrove lontano

che non dribbli impronte scomode

di sconfinati inganni,

sempre sull’attenti

nell’opacità dell’attimo..

Suonare la nota dell’aria,

azzerando sussulti

nel sorso in controluce,

mentre la pioggia lucida scivola

sul mordente di un cielo che decide..

di Silvia De Angelis, qui:

https://www.facebook.com/silvia.deangelis.54


28 ottobre 2025 (Babette)

Piangi e ti quieti.

Rinasci e muori.

Ancora.

Le mani nascoste tra le maniche nere.

Muori e rinasci.

Uno sguardo fugace davanti a quella porta.

Le lacrime si asciugano

e, lentamente, nel silenzio

la gioia trova dimora..

di Fleurose, qui:

https://fleurerose.wordpress.com/2025/11/24/28-ottobre-2025/?_gl=1*bftkn3*_gcl_au*MTQ5ODg4OTc1Mi4xNzY0MDUxODMy


Fragile Ego

Io non so cosa sai,

dovrei saperlo,

ma non mi piace conoscere

quello che sai,

mi piace sapere

quello che non sai,

solo per dimostrare

che ne so di più

di quel che sai,

anche se lo so molto bene

che non ne so di più

di quello che sai….

Di Kaushal Kishore, qui:

https://kaushalkkishore.wordpress.com/2025/11/25/fragile-ego/?_gl=1*1dwoxo4*_gcl_au*NTU0Mzk0Nzg5LjE3NjQxMzg1MzUuNDc4MzEwMjAxLjE3NjQxMzg1NzEuMTc2NDEzODU3MA..


Fermo (3)

Vento sfrenato.

porta sbilanciata

.Chi gioca con le parole

scruta la tempesta dietro le finestre a bovindo e all’asciutto

.Vediamo l’arancione dal cono e poi non lo vediamo più,

la tempesta rovescia i fari,

.possiamo indovinare il bordo

alla luce dei fari,

una separazione, glutei,

jeans che scivolano via

giubbotto con strisce fluorescenti

.Ma chi si soffermerebbe

.Così, nel sibilo delle gomme invernali.

si rade una forma umana,

forse in un’occasione meno ostile,

forse si cercherà un volto

con il cappuccio fino ai lobi delle orecchie, di un umano

che, con una mano, rimette il cono al suo posto

con l’altra tiene il lungo cavo

di una fibra che si illumina sul bordo

dell’asfalto, si piega finché non si scioglie

in un abisso infinito

.La raffica di vento porta ciò che la precedente non è riuscita a portare qui

e si precipita nella tomba con la struttura d’acciaio,

i rilievi delle bellissime

stagioni di una rossa

risolutamente dismessa, i coni seguono lo stesso percorso

L’uomo

con uno sguardo spazza la carneficina 

si raddrizza,

desolato, si chiude senza amore, la pesante botola

guarda la finestra a bovindo,

lasciano il posto

.all’asciutto,

.coloro che giocano con parole aride

e senza connessione scrutano la tempesta

.di Jean-Marc Feldman, qui:

https://jeanmarcfeldman.wordpress.com/2025/11/24/stationnaire-3/?_gl=1*1aed4i0*_gcl_au*NjM4Mi4xNzY0MjI4MTc5


Il tempo dei ricordi

Sono seduta ad aspettare
l’onda: un tenue dolore
appena, avanza
sulle rive e torna.

Sospiri di giorni che furono
lungo fiancate di ameni pensieri
bagnano lievi le ore
attese di parole a fiato

che come candela, affievolisce
il vuoto di pienezze andate.

So che chi ho amato
c’è, dentro il mio silenzio
una melodia dolce
che quieta la crepa
dell’assenza che un giorno

sarà soltanto un viaggio
nel mio solitario andare.

di Chiara Marinoni

RINGRAZIO L'AUTORE FLAVIO ALMERIGHI 

PER AVERMI INSERITO IN QUESTO COLLAGE

POETICO DOMENICALE.

.


 

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