L'ECO DEL RASPO
Si infiltrano tra brecciole indurite dal tempo minuscole foglie
soffiate da un’eco flebile, avvenente come il mare d’inverno.
Un’armonia d’aranciati si fa forte nel gioco autunnale
portatore di recite d’uve nel raspo inverdito di nuovo.
Qualche esito di malinconia
fugge nell’emblema del giorno dal crepuscolo breve
attorcigliato all’accadere di sommosse interiori
ancorate su sintonie migranti in controluce.
Un allusivo vagheggio alla rarefazione della luce
allunga le ombre e rende sottili i sibili estivi
soffusi in una sfumata linea temporale
sospesa nell’abisso del pensiero
@Silvia De Angelis
Bellissimo scritto, complimenti Silvia


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