ZAMPILLANO

 



Paragone allungato
oltre la china d’uno sbadiglio.
Si bypassano fioriture d’ortiche
sul precipizio d’un riserbo,
disteso su un pensiero mediatico
vacante tra nubi addensate.
Sillabe smembrate, ammutolite,
a forza zampillano nel profondo.

@Silvia De Angelis

Commenti

  1. Ciao Silvia! fantastico, zampillano, si, crea un'atmosfera intensa e delicata al tempo stesso, invitandomi a leggere lentamente e a lasciarmi trasportare en una poesia cosi personale ed evocativa.
    Bacione.

    RispondiElimina
  2. Tú poesía siembre brilla y deslumbra.
    Buen domingo.

    RispondiElimina
  3. da facebook :
    Flavio Almerighi
    I tuoi versi sanno scaturire sempre con originalità ed eleganza. Buona domenica

    Alzira Canuto
    Bello e importante é imaginare questo nela prática...felice domenica con sorrisi ...

    Giovanni Ripani
    Questa di Silvia De Angelis è una poesia che procede per tensione e scarto, più che per racconto.
    “Zampillano” è già una parola–chiave: suggerisce un’energia che non nasce in superficie, ma irrompe dal profondo, quasi contro la volontà del silenzio.
    Il paragone allungato oltre la china d’uno sbadiglio apre subito una dimensione di stanchezza esistenziale, un tempo che scivola, che si piega verso il vuoto. Ma non è un vuoto neutro: è abitato da ortiche, da un precipizio di riserbo. Il riserbo, qui, non è scelta pacifica: è una soglia spinosa, difensiva, che punge chi prova ad attraversarla.
    Molto forte il verso pensiero mediatico vacante: richiama un rumore diffuso che però non genera senso, una comunicazione gonfia di nubi ma povera di radicamento. È un pensiero che occupa spazio, non profondità.
    Eppure, nella chiusa, avviene il rovesciamento:
    le sillabe smembrate, ammutolite — ciò che sembrava perduto — zampillano a forza. Non cantano, non fluiscono dolcemente: erompono. La poesia nasce così, come atto necessario, quasi violento, da un fondo che non accetta di restare muto.
    È un testo aspro e lucidissimo, che parla della parola quando è ferita, compressa, ma ancora vitale.
    Una poesia che non consola, ma testimonia: il dire autentico non è mai comodo, e spesso nasce proprio dove tutto sembrava tacere.
    Giovanni Ripani
    Viterbo, 11 Gennaio 2026

    Panunzi Simonetta
    Magnetico profondo ✍️📖❣️

    Vincent Catania
    Bravaaa

    RispondiElimina
  4. Questa poesia ha una grande forza. Bravissima.

    RispondiElimina
  5. Rosa Cozzi
    Quasi un rinnego delle origini. Rimpianti assurdi? Verità? o voglia di emergere pensieri non riconosciuti? Forti e intensi questi versi. Buona domenica cara Silvia.

    RispondiElimina
  6. Do nettles bloom? I cannot remember.

    RispondiElimina
  7. Buenas noches, Silvia.
    Un poema con una profundidad que se nota en tus palabras Besos.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post più popolari