Gioielli Rubati 388: Abner Rossi – Luca Ariano – Loredana Nespoli – Ileana Zara – Mario Banella – Gianfranco Isetta – Silvia De Angelis – Renato Fedi.

 


Posted on gennaio 25, 2026

Questo numero del Domenicale è alla cara memoria di Renato Fedi.

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Invecchiando

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Oggi sei solo lontana

un ricordo di carezze e sorrisi

il resto, tutto ciò che fa storia,

i sogni, i non detti, le mani,

i tramonti, il mio letto, le albe

li vedo sullo sfondo sperduti.

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Li ho prima sofferti poi pianti

Infine, invecchiando, nascosti,

ma tutto il mio corpo anche adesso

continua ad urlarmi domande.

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di Abner Rossi, qui:

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La carne morta rivive
nella sua grande miseria
col vento che riporta gli odori
ad un ordine sparso.

Ivano Ferrari

In quel macello d’un altro secolo

– un tempo al confine cittadino –

ognuno con il suo foglio in mano,

nella sua guerra contro l’oblio

prima di sentire i muggiti di vacche

squartate, il sangue sulle piastrelle,

pasti rapidi nella tripperia.

Ci sputò la vita quel poeta

e voi sentite solo le stesse voci:

terminerà tutto in una tazza di vino

e un salame all’aglio.

Qualcuno ricorda Pinotto bambino

– o forse millanta come un vecchio soldato –

davanti al negozio di chitarre

a San Sebastiano subito sotto scuola:

chissà se incrociò mai Michele

verso Costantinopoli prima di una lezione

che ancora il tremore della terra,

l’odore di zolfo mescolato al caffè.

Spesso incontrerai il mare nel tuo vivere

e ti perderai in una piccola morte

come da ragazzo assonnato la domenica.

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di Luca Ariano, qui:

Piango per un mondo che non vale niente ma spreca ogni cosa.

La rete che lo contiene

é strappata e non siamo

in accordo

nemmeno sull’aria da respirare.

Una marcia per la pace dove ci porterà?

Eppure le mani incerte di un bambino che stringe il suo disegno colorato

riempie lo spazio di senso.

Si alza sulle punte dei piedi per mostrarlo e cosí

si riempie lo spazio di senso.

Adulti indegni ora ricordate la vostra statura infantile

Abbassare la statura a quella di un bambino stando

sulle ginocchia a pensare,

forse

lo spazio troverà di nuovo un progetto e un senso.

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di Loredana Nespoli, qui:

https://www.facebook.com/loredana.nespoli/posts/pfbid0KP3g8nDKiBkXQbmT1nGo3UkUR1DQCMCSKFy4sdzeVh4BYXDGM2p3gFPZWfAm8pEBl

una casa e un bambino

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c’è chi guarda lontano

un tramonto di cera

che poi piano ­scolora.

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stringe pugni di nuvole

che si disfano in ­pioggia

dimenticando chi era.

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e chi va verso il mare ­

con in testa un cappello

ed in mano il cuore ferito.

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sferza lampi al cielo distratto

trapassando le nubi.

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e la luna.

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c’è una donna che aspetta

affacciata al ­balcone

un marito, un fidanzato

od un figlio distante.

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e ­perdona.

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ed un’altra l’ho vista, lo giuro,

neanche io ci ­credevo

sollevare più in alto del velo

lo sguardo.

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camminare fiera sui sassi

sopra l’orlo di un fiume.

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e ­raggiungere il mare.

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ma c’è sempre una casa

una piazza, ­un cortile, una palla.

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un bambino che gioca

ed uno lontano ­

.

che solo lo guarda.

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di Ileana Zara, qui:

https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=pfbid036z7gVsuvue5Wh4aLT2sebvpLDdcBfEuCeTCGFyhi31jM3ytnxGy5qVQASwoUq9Jnl&id=100001877028070

Per non stranire le api

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La storia comincia da un motel in

orizzontale, cade verso mezzogiorno

ma non è tutto qui. Così la racconta

il libro nello scaffale sbagliato, quello

delle rime, dei settenari. Il gioco è un

amore con gli occhi verdi di un biliardo.

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Siamo verso la fine degli anni settanta

e i migliori poeti sono morti da un pezzo.

Non voleva tediarci, soltanto metterci

in guardia dalla pioggia di luglio, dal bere

troppo che non serve a niente e dire

al temporale di darsi una calmata.

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I cinema un tempo erano bei luoghi,

quasi morirci era un piacere. Lei si

accarezzava i capelli, dormiva sempre

sulla spalla di quello sbagliato e tutto

prendeva un’altra piega. T’amavano

i corridoi affollati di ragazze smerigliate.

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E l’ala si chiude. Il vento tra la tenda,

la stretta della mano per l’aquilone

il bacio sulla guancia. Nulla è stato

come volevamo, i versi in soccorso,

il discorso delle farfalle in volo, quel

solo rondò suonato per non stranire le api.

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di Mario Banella, qui:

https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=pfbid02UFD1nBtJivhgxAz9nCaANQ4hoKh3TVgeS1TXPZVzwVXwvTdYvV2D6X7oiH45KpNBl&id=61577179246251

Appare.

O non sarà

che la parola sbagli

ad indicarci

un senso provvidente

e quindi vuoto

d’ogni inconsistenza?

E non appare.

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di Gianfranco Isetta, qui:

https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=pfbid02GMmM1DXHbxws6FY2F4mnwGiLxtZon8vGCZZDyTL1GpqdN3tbZytJRFbhNGkdtN9bl&id=61574967521026

Assopito

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Ideologie antiche

nel dissenso d’un brusio imperante

stando immobili.

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Invisibile, l’ostinazione

di un sempre insistente

complice dello stupire.

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Nelle maglie d’uno sconcerto

il cinguettio d’un’ allodola

spezza la monotonia del tedio,

nel clamore d’un docile volteggio,

decoro di un librarsi

oltre il senso sterile del pensiero,

assopito sul manto dell’inconcepibile.

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di Silvia De Angelis, qui:

https://www.facebook.com/silvia.deangelis.54/posts/pfbid02fKFmbNte8EynUma5wekGJ3GxCSVPwvNJMbLC3nWPz8cbWC5T26nfpboy3mRruz2Al

S’è nascosta la legge del Signore

.

Cammina a passi all’indietro

il viaggio umano nella storia,

un incedere tra corpi dilaniati

e fosse d’ossa ignote ricolme.

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È il caos ad essere il sovrano

d’un’umanità che d’armi vive,

che fratellanza ha rinnegato,

che al veleno il futuro affida.

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È colpi di fucile ora il pregare

con un volare di motti assurdi

a far bestemmia d’ogni credo,

a dare un volto nero ai destini.

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Ma il sangue rosso è ovunque,

rosso anche il sangue del Cristo

versato per la pace tra le genti,

colore uguale dall’est all’ovest.

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È in questo andare tra il dolore

che affonda la legge del creato,

è tra i sassi della disperazione

ora nascosta la legge del Signore.

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di Renato Fedi, qui:

https://www.facebook.com/renato.fedi/posts/pfbid025YgUNjUUkCDvjY7Ge8pH1RmwX8Bu3uTM7bzFJ4QytayR73txoKbC2Yg9f2FjtW6Pl

Ringrazio l'autore Flavio Almerighi, per avermi inserito in questa rosa d'autori domenicale

 


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