VIVIDE ESCLAMAZIONI
Palmi nascosti al mondo
tra etichette inutili
saldate nello zaino quotidiano.
Onere consueto da sopportare
nell’immobilità di gesti
offerti alla sorte.
Nessun bersaglio da centrare,
remore pungenti da collezionare
sotto la garza inesistente
d’un cielo spezzato.
Un altrove di stelle da rincorrere
oltre il litigio del profondo,
per sorprendere l’abulia d’un vento muto
con vivide esclamazioni.
@Silvia De Angelis
Bello poema. . Te mando un beso
RispondiEliminaOlá, amiga Silvia, mais um de seus belos poemas,
RispondiEliminapara uma boa leitura.
Um abraço e um ótimo final de semana.
Ciao Silvia! che poesia sottilmente inquieta; non c'e una meta, ma ci sono le stelle; non c'e un cielo incontaminato, ma c'e il vento che sorprende. Mi e piaciuta tantissimo, e l'immagine e anche spettacolare!
RispondiEliminaBacione.
Ringrazio gli autori dei graditi commenti
RispondiEliminada facebook :
RispondiEliminaVincent Catania
Bravaaa brava
Flavio Almerighi
La vita si nasconde per cercare nuove vie dal consueto, ottimo testo Silvia
Maria Virginia Romano
RispondiEliminaComplimenti! Buongiorno
Recensione del blogger Pier Carlo Lava, sul suo sito Alessandria today :
RispondiEliminaLa poesia si apre con una condizione di occultamento e peso: “palmi nascosti al mondo”, “etichette inutili”, “zaino quotidiano”. È l’immagine di un’esistenza compressa dentro ruoli, abitudini, aspettative sociali che diventano onere consueto, ripetuto, quasi rituale. L’immobilità dei gesti suggerisce una vita che procede per inerzia, affidata alla sorte più che alla scelta.
Non c’è eroismo, non c’è sfida diretta: “nessun bersaglio da centrare”. La poetessa fotografa con lucidità uno stato esistenziale vicino all’abulia, tema centrale del testo, che richiama per intensità alcune pagine di Eugenio Montale e, per tensione interiore, certe liriche di Antonia Pozzi, dove il cielo non è mai pienamente integro, ma ferito, “spezzato”.
Il verso “sotto la garza inesistente d’un cielo spezzato” è uno dei nuclei poetici più forti: la ferita c’è, ma manca la protezione. È un’immagine che parla di vulnerabilità esposta, di dolore non medicato, di una frattura tra l’individuo e il senso. Eppure, proprio da questa frattura nasce il movimento.
L’ultima parte del testo apre infatti a un altrove, non come fuga, ma come tensione: stelle da rincorrere “oltre il litigio del profondo”. Qui la poesia si fa atto di resistenza. Il vento è muto, l’apatia sembra invincibile, ma la risposta non è il silenzio: sono “vivide esclamazioni”, parole che non spiegano, ma interrompono l’inerzia.
Panunzi Simonetta
RispondiEliminaINTENSA ✍️
Alzira Canuto
RispondiEliminaPerché le persone molte volte si cercano in quello che vestono e il tempo non sempre conta ma un cercare se stessi. Le visione segno dove trovano senso. A te buona visione per quello che propone la tua giornata e gioisca tuo sguardo!..
Graziella Covelli
RispondiEliminaBellissima poesia, buongiorno Silvia sereno fine settimana ❤️🌹
Las estrellas son la última esperanza.
RispondiEliminaEl universo ansiado como paz eterna.
Buen sábado.
Welded in daily backpack....
RispondiEliminaMolto apprezzata, per quella palese inquietudine . Buon we, Silvia.
RispondiEliminaEl motivo de la vida es buscarse a uno mismo e encontrarse en algún lugar donde sintamos que pertenecemos.
RispondiEliminaUn besote feliz fin de semana 😘