Gioielli Rubati 399: Silvia De Angelis – Achille Schiavone – Paolo Pera – Ada Crippa – Raffaele Marcos Delle Femine – Paolo Chinca – Daniela Maurizi – Manuela Mori.
Ringrazio l'autore Flavio almerighi, per avermi inserito in questa rosa d'autori domenicale.
Z E N.
Ritma partiture eccedenti
il metronomo
alleato a strutture zen
nel morso che allibisce
la veste sempre nuova
d’acquerelli disvelati
sulla linea di rinascita
appesa a un si bemolle di luna….
di Silvia De Angelis, qui:
.Cerco di dare .
.
di Achille Schiavone.
VORAGINI
FRA GLI ALBERI
(L’assoluto d’enigma e di ritiro).
per Nanni Cagnone, in memoriam.
Sì, tacere fra gli alberi o città
Coi suoi palazzi a fusti di cemento
E non sapere dove sento il sole,
Semmai al Giardino di Sambuy o nel Parco
.
Mostruoso ed iniziatico a Bomarzo –
Ma tu, fra quegli alberi eri il latrato
Di chi non sente il mare ed il declino
Ha scelto come propria voluttà.
.
Di quel mio “bastonare” chiedo scusa,
Mi duole ancora la superbia ed oggi
Apprezzo più la barba di quei tigli,
Tempesta fusa ai filtri della luce,
.
Ammiro più la bocca in pietra d’Orco,
L’ingresso dentro il Tartaro, nel χάος,
E te che mi ringhiavi dal silenzio
Allora fatto dio del tuo non senso….
di Paolo Pera, qui:
” Nessuno può capire cosa provo dentro”
siamo portati a dire
quando l’attorno è vuoto di mani protese,
di profondi silenzi di pupille accoglienti
………………….,
parlano le strade, le piazze piene di canti ,
bandiere simboli multicolori condivise.
così, l’uno apprende che solo non è nessuno.
di Ada Crippa, qui:
Dove finiscono gli arcobaleni .
Se potessi dirti arrivederci
vita mia infinita
e non addio
andrei a vedere in volo
anima senza dio
se le nuvole sono pensieri
che mi negano l’Azzurro
vorrei salire in alto tanto
da perdere la via
ma non la vita
smarrirmi in un sorriso
di un dimenticato Amore
trovare quel che non cerco
per stupirmi ancora
di quanti dubbi e noie
ho da farmi male
e poi scoprire dove
gli arcobaleni vanno a morire
e nel sereno stare
per il tempo di godere
senza il peso di questa vita
per poi tornare
non a un falso dio.
di Raffaele Marcos Delle Femine, qui:
Dialogo con me stesso .
Un uovo blu
è il cielo sui miei nervi
in bilico
Tenuto dal soffio
delle nuvole
rosse al tramonto
Sospeso
alla verticale
di chi mi innamoro
in silenzio
Mentre passano i giorni
contando all’indietro
dalla tua placida
assenza.
di Paolo Chinca, qui:
*Il dolore mi rimpicciolisce
grida alla ritirata
sotto l’ombra di un bonsai.
Porgo orecchio alle radici
il brulicare sotterraneo
mi culla la corteccia.
Confondo il sole con l’occhio giallo
di un geco millenario
mi sta fissando dalla sua preistoria
non so da quanto
– devo aver dormito molto –
borbotta che sono un corpo estraneo
fuori posto
e non ho altra scelta che
piegarmi alla responsabilità
della mia grandezza.
Proverò a inghiottirmi
per ridurmi a un puntino
e sparire al suo sguardo annoiato..
di Daniela Maurizi, qui:
.
Vorrei andare là dove va il sonno,
quando lascia il letto degli amanti.
Ovunque vada, sveglia dormirgli accanto.
Terre e acque, che mi dimenticassero.
E aria non muovesse, là,
dove il sonno saprebbe.
Se mi dici che sarebbe morire,
rispondo: “sì, anche così si muore”,
senza ferite al corpo,
senza nessuno in grado di capire
che parla e ride, discute con un morto..
di Manuela Mori, qui:
Pubblicato in Il Domenicale di amArgine |

Gracias por tan buenos poemas.
RispondiEliminaFeliz domingo.