Chiome di vento scomposte
da impennate di correnti imparziali
nel distacco d’un tedio lontano.
Incurvano strappi e aridità
immerse nel corpo violato
dal replicare di acciacchi
che il volto smunto cela
in asole indefinite dal
confine slogato d’un demone..
@Silvia De Angelis
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