R O M
Discontinuo migrare nel contiguo della vita
rumore astruso sul dorso della parola
segnano sorsi d’avi nati in India.
Rom disconosciuti nelle viscere di zone calpestate
marciano all’ombra del giorno nel brusio di stagioni
amorfe
strappando la paura d’un cielo che inventi tessiture
ostili.
Cronache indecifrabili e violente del passato
marcano notti febbricitanti in quell’appendere ai chiodi
stramaledette sentenze ove s’adombra il sole…
@Silvia De Angelis
Che bella poesia. Sei riuscita a trasmettere una sensibilita speciale nell'evocare la storia e il destino di un popolo cosi spesso frainteso. Buona domenica, carissima
RispondiEliminaSu cultura ha sobrevivido a todo tipo de ataques.
RispondiEliminaFuertes tradiciones familiares que aún hoy mantienen.
Buen domingo.
Un profundo pensamiento que en este momento es crucial para la humanidad.
RispondiEliminaUn besote, Silvia.
Ringrazio gli autori dei graditi commenti
RispondiEliminada facebook :
RispondiEliminaPanunzi Simonetta
✍️❣️Bella
Flavio Almerighi
Gli ultimi nomadi hanno noema e vita difficilissime, ti prendi cura di loro. Buona domenica Silvia
Versi profondi dedicati a un popolo ai margini. Buon we, Silvia.
RispondiEliminaA lovely dedication to Romani people. Sadly, here in my country they are treated like blacks in America.
RispondiEliminaLa historia se repite,en todos los pueblos que son casi obligados a emigrar..
RispondiEliminaTodos mis ancestros son italianos y muchos de ellos tuvieron que emigrar.
Precioso homenaje.
Un abrazo
Me sacudió a la par que me iluminó tu poema, Silvia amiga. Profundidad siempre en tus letras.
RispondiEliminaAbrazo admirado!!
Maria Virginia Romano
RispondiEliminaUn popolo di nomadi...molte dicerie male interpretate... ✍️👏👏👏
Buongiorno Sivia❤️
Vincent Catania
RispondiEliminaBravissima