MENTE DORMIENTE

 


Fluttua su sintonie distorte
in un flash di Polaroid,
agganciando scivolosi agguati
la mente dormiente.

Ravanando tra immagini fallaci,
alimenta spettri e surrogati oscuri
in un contesto fuori argine.

E come l’autunno che cade
e rabbuia i viali,
incede un complice “non stare”,
che in una sorgente lucida negli occhi,
spinta dal soffio di chi c’è sempre,
lascerà riemergere l’azzurro…

@Silvia De Angelis

Commenti

  1. Ciao Silvia, que tal! tra ombre, ricordi e immagini quasi oniriche, lasci dietro di te una bellissima sensazione di rinascita e speranza. Buonissima

    Un sacco di abbracci, carissima 😊⋆💐🌺💐🌺🌺😘˚˖𓍢ִ໋🌷͙֒✧🩷˚.🎀༘🍓🌞⋆💐

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  2. La mía cada noche se vuelve loca y me lleva a universos imposibles.
    Saludos.

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  3. da facebook :

    Graziella Covelli
    Bellissima poesia
    Buongiorno bravissima poetessa Silvia 🌹☕️

    Flavio Almerighi
    Uno sprazzo di ottimismo finale per questa mente che nel sonno vaga senza sapere bene dove andare. Buongiorno Silvia

    Vincent Catania
    Bravissima complimenti

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  4. Ringrazio gli autori dei graditi commenti

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  5. And like the autumn that falls and darkens the avenues....

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  6. Buenos días bebamos de esa fuente como puede ser la poesía.
    Un fuerte abrazo 😘🌹

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  7. Recensione del blogger Pier Carlo Lava
    Ci sono poesie che sembrano nascere da un punto sospeso tra sogno e realtà, dove il pensiero si fa immagine e l’anima attraversa territori incerti, oscuri, ma mai del tutto privi di speranza. In “Mente dormiente”, Silvia De Angelis costruisce un piccolo universo interiore fatto di percezioni sfocate, memorie frammentate e improvvisi lampi di luce emotiva. Alessandria Post continua il suo percorso nella poesia contemporanea con un testo che affronta il tema delicato dello smarrimento mentale e della possibilità di rinascita interiore attraverso la presenza dell’altro.

    Pier Carlo Lava

    “Mente dormiente” si apre con immagini estremamente cinematografiche: “Fluttua su sintonie distorte / in un flash di Polaroid”. La mente viene rappresentata come un organismo fragile, quasi disorientato, che vaga tra frequenze alterate e ricordi istantanei, evocati dalla metafora della Polaroid. È una poesia che utilizza un linguaggio visivo e sensoriale molto moderno, vicino a certe suggestioni del simbolismo contemporaneo e della poesia introspettiva europea. La scelta del verbo “fluttua” suggerisce subito una perdita di stabilità, una coscienza che non riesce più ad ancorarsi pienamente alla realtà.

    Nel cuore del testo emerge una dimensione quasi psicologica. La mente dormiente “ravanando tra immagini fallaci” alimenta “spettri e surrogati oscuri”, creando un paesaggio interiore dominato dall’ambiguità e dall’angoscia. Silvia De Angelis riesce qui a descrivere con grande sensibilità quei momenti in cui il pensiero si perde dentro illusioni, paure o ricordi deformati. Il termine “surrogati” è particolarmente potente, perché suggerisce qualcosa di falso, sostitutivo, incapace di colmare davvero il vuoto emotivo.



    La poesia cambia però lentamente direzione nel finale. Dopo l’autunno che “rabbuia i viali”, compare un elemento decisivo: “il soffio di chi c’è sempre”. È qui che il testo si trasforma da pura rappresentazione del disagio a possibilità di rinascita. La presenza umana, discreta ma costante, diventa forza salvifica. L’azzurro che riemerge alla fine non è soltanto il colore del cielo: è il simbolo della lucidità ritrovata, della pace interiore, della speranza che sopravvive anche nei momenti più oscuri.
    Dal punto di vista stilistico, Silvia De Angelis adotta versi liberi, fluidi, senza rigidità metriche, lasciando che il ritmo segua il movimento emotivo del pensiero. La poesia ricorda, per certi aspetti, alcune atmosfere di Alda Merini, soprattutto nella capacità di trasformare il disagio mentale in immagine poetica, ma anche certe intuizioni simboliche di Eugenio Montale, dove il paesaggio esterno riflette continuamente quello interiore.
    Dietro questa poesia si percepisce una riflessione molto contemporanea sulla fragilità emotiva e sulla solitudine interiore. In un’epoca dominata da immagini veloci, relazioni spesso superficiali e inquietudini silenziose, “Mente dormiente” riesce a raccontare il rischio di smarrirsi dentro sé stessi, ma anche la possibilità di salvarsi grazie a un legame autentico. È una poesia delicata, malinconica e insieme luminosa, che lascia nel lettore una sensazione di sospensione emotiva e di intima verità.


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    1. Tu universo poético, tu coherencia en cada verso...
      Muchas gracias siempre por tus luminosos importantes comentarios en mi blog.
      Abrazo admirado!!

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  8. Boa tarde:- Lindo poema que amei ler. Elogio a inspiração.
    .
    Saudações poéticas
    .
    “” Feliz momento ““
    .

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