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venerdì 19 aprile 2013

ARTURO ONOFRI (Poesia del '900)



Un autore fra i più discussi del primo '900, Arturo Onofri , del quale si possono menzionare due momenti  essenziali : da un lato la poesia giovanile, che risente del decadentismo francese, e che intraprende tracce di  Futurismo dai toni carducciani, dannunziani e crepuscolari; dall'altro,  ilciclo della maturità, noto con il nome  della  prima raccolta del periodo "Terrestrità del Sole", poema basato strutturalmente sulla rigenerazione del cosmo, in ogni suo elemento naturale, ma in cui compare sempre una  figura femminile, che conduce a una  fusione col divino.
In questa seconda fase la lingua onofriana conia termini e costruzioni del tutto nuove, soprattutto per quanto riguarda la spiritualità intinta in un'ossessione panico/sensuale, per cui la scelta del lessico diviene di natura rara.
Sebbene le opere govanili dell'autore furono soggette a critiche, quelle intermedie (Orchestine e Ariosto)  ebbero un consenso del tutto unanime, negli anni Venti e Trenta,  e  anche l'ultima fase poetica, soprattutto per  il grande carisma dell'autore.
Fu così che dopo un culto e una notorietà eccessive, Onofri, fu coinvolto nella condanna e nel rifiuto, che  dell'irrazionalismo  in genere, fece la cultura italiana del secondo dopo guerra. E' stata così dimenticata la sua influenza da quanti  fecero in modo di occultarne le tracce.
In ogni caso questo autore può essere considerato un precursore della grammatica ermetica, rafforzata da 
un'ideologia conforme al misticismo, al barocco e al sensuale susseguirsi di sensazioni, entro un'opera poetica  che si ripete marcatamente su un tema prescelto.

                   DA TERRESTRITA' DEL SOLE  (Prima parte)
Chi è questa improvvisa dea che appare?
Occhi diafani stellano di luna
sotto il manto ondeggiante delle chiome.
Da quella bocca, che sui denti abbonda
nelle labbra imbronciate come un fiore,
la voce non la intende altri che il mare.
Perché venne fra noi come una donna?
Quel suo piccolo capo trasparisce
di mattinate, d’angioli e di giuochi,
e nel girarsi addita in sua dolcezza
che le pietre traboccano di foglie,
le flore mettono ali, e mandre brute
s’appassionano d’ansie e di pensieri.
E noi, pregando che assuma figura
di beltà, la parola in noi rinchiusa,
ne intravediamo, come un sogno, il volto
nel modello che in lei donna respira.
 ARTURO ONOFRI 


Silvia De Angelis tutti i diritti riservati marzo 2013

8 commenti:

  1. Risposte
    1. Grazie Simonetta, del tuo gradito intervento, un abbraccio,silvia

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  2. Un autore che non conoscevo, e del quale, mi hanno veramente estasiato questi bei versi....grazie Silvia.
    Un saluto, Elisa

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    1. Molto gradita la tua presenza, nel mio blog, e le intense osservazioni che hai posto a questo elaborato.
      Un abbraccio,silvia

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  3. Tanta suggestione, e ricchezza di vocaboli, in questo scrivere poetico del 900.
    Un bell'autore davvero.
    Un caro saluto Silvia, Laura Magretti

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    1. Grazie, Laura, di essermi venuta a trovare, in questo scorcio poetico, e di aver
      posto belle osservazioni al mio elaborato.
      Un saluto, silvia

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  4. onofri e rebora sono davvero due grandi brava bella scelta
    baci francesca

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    1. Mi fa assai piacere di aver incontrato il tuo favore, con questo elaborato...
      Grazie del commento, un abbraccissimo, silvia

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