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lunedì 31 agosto 2015

DIETRO IL BAVERO D'UN GIRASOLE

                                                                                
                                                      Rarefatta mozione
scucita controluce
nell’incarnato imperfetto
su densità marmorea
Si intrattengono
abilità
con impalpabili pennelli
sfumando
nell’alchimia magata
plateali cromatismi di luce
catturati
dietro il bavero d’un girasole

Silvia De Angelis tutti i diritti riservati giugno 2015

5 commenti:

  1. Penso che ogni donna ami migliorare il proprio aspetto, specie se lo specchio le rimanda un volto marmoreo e senza luce. Allora per ovviare alla situazione poco soddisfacente, si ricorre al trucco, si usano pennelli per gli occhi, fard per ravvivate guance e rossetto per abbellire e risaltare le labbra, Questo è nella natura di molte donne che, ormai non ne possono fare a meno. Una lirica che decanta la realtà della vita delle donne e che ho molto apprezzato. Buon inizio di settimana e un abbraccio Silvia!

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  2. Rosa Santinelli
    Ciao silvia, bellissima descrizione molto suggestiva ed articolata, giocare con i pennelli e'un modo per sentirsi diversi o una identificazione di noi stessi psicologica per sentirci piu' sicuri, penso, ciao grazie buona settimana.)

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  3. Luisa Alessandri
    Quei pennelli che giocano tra le nostre mani per dare un aspetto più bello attraverso il trucco. Sentirsi più belle e piacevoli diventa un "obbligo" per noi stesse per gli occhi degli altri. M'intriga molto questa Poesia, è realtà per tantissime donne. Brava come sempre. mia cara Poetessa.

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  4. Grazie a tutti delle gradite osservazioni, buona serata,silvia

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  5. La donna fin dall'antichità si espone attraverso il trucco. La bellezza agognata non è mai perfetta, la si insegue all'infinito oltre l'impossibile. È il caso di menzionare la celebre fiaba "Biancaneve" dove l'invidia alla bellezza diviene il movente nel culmine di un crimine. Il sentirsi bella è sinonimo di fascino, successo, oggetto di conquista, l'essere piacevole, sembra quasi scivolare nell'anfratto di un feticismo dipendente, a furia di sentirsi diverse allo specchio nella frenesia di colorarsi d'essenze cromatiche si cade in un prosaico disgustoso, nell'intento di una bellezza acqua e sapone. Sembra, volutamente, a senso incompiuto il verseggiare dell'autrice a lasciare ampio spazio alla critica. Ciao Silvia, buona serata.

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