Translate

giovedì 5 dicembre 2013

AD UN CARO AMICO SCOMPARSO



                              


Sembra in  alcuni periodi della vita, sfoltirsi d’improvviso, il contorno delle persone che da sempre hanno orbitato nei nostri giorni. Il verificarsi di questi eventi, talvolta imprevedibili, altre conclusivi di situazioni dolorose trascinate da tempo, acuisce nella nostra coscienza l’entità di quegli irrisolvibili perché, radicati in noi, ai quali non riusciamo a dare risposta, né spiegazioni che abbiano un senso compiuto, secondo il nostro sensibile sentire.
Forse l’impostazione che, in linea di massima ci viene data, sin dai primi anni di vita, sul creato e sulla morte sarebbe pressoché inesatta, perché in realtà non  terrebbe minimamente conto del fatto che prima del meraviglioso dono esistenziale eravamo nulla e tornare ad essere nulla dovrebbe essere una manifestazione accettata con naturalezza; un passaggio obbligato dopo una meravigliosa sintesi d’esistenza che permetta di conoscere le fattezze della natura, la tecnologia dell’uomo e tante incredibili emozioni che trasformino continuamente le sensazioni dell’anima. Accettando, quindi, la diversità e la lunghezza di questo percorso, per ognuno di noi,  significherebbe essere dotati di misurata logica mentale, eppure il discorso risulta davvero arduo.
Infatti l’idea di non poter più godere della presenza e del calore di un individuo a noi caro  crea uno sconforto indicibile, complesso da  accettare e superare, e il desiderio di avere vicino la persona scomparsa  pare  ancor più tenace.
Eppure dopo un’assidua ripetizione  di questi dolorosi eventi la signora in nero sembrerebbe, apparentemente, lasciarci più indifferenti, nel suo alitare senza tregua su anime che si estinguono…come se il suo tracciato  facesse parte di un progetto prestabilito,  da portare avanti senza un attimo di respiro…quello ultimo di cui si appropria con ferocia, senza un tocco di ritegno per il volto che gela

Silvia De Angelis tutti i diritti riservati ottobre 2011



6 commenti:

  1. ciao Silvia, bellissime le tue considerazioni , molto vere, la vita e' un andare avanti, tra sofferenze e piccole gioie, ti son vicina per la perdita del tuo amico, ciao a presto rosa, un abbraccio.

    RispondiElimina
  2. Una perdita insanabile, che crea un forte senso di sconforto..
    Saluti,Marco

    RispondiElimina
  3. Notevoli sensazioni nelle intense pagine del tuo blog..
    Buon giovedì e un abbraccio, Elisa

    RispondiElimina
  4. Poche sono le parole che si possono trovare in questi momenti – solo essere vicino a chi soffre. Berta Biagini

    RispondiElimina
  5. Grazie infinite delle vostre gradite osservazioni, buona serata, silvia

    RispondiElimina
  6. Dici bene, apparentemente ci lascia indifferenti...la perdita di un amico anche virtuale è sempre dolore, più o meno devastante a causa di quegli scrupoli che sono impossibili da controllare...avrei potuto fare o dire così, avrei potuto telefonare o sorridere...piccoli sensi di colpa che acuiscono il dolore, ferite che si aggiungono alla nostra inquietudine...Buona serata Silvia, un post che fa riflettere, profondo.
    carla

    RispondiElimina