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mercoledì 17 aprile 2013

LA FAINA

                           


Notevole chiazza bianca
a  sfiorare la gorgia
e setoso manto oscuro come la pece
sensibilizzano i tratti
d’un solitario mustelìde
Son solchi spogli in desertiche pianure
e rocce accidentate in curvature montuose
ad accentuare iridi accese della faina
nell’impatto controluce
La dimenticanza del giorno
nel blu di notti mute
pone predilezione a feroci agguati
nel balzo repentino alla nuca della preda
suggendone il sangue
mentre l’orizzonte di cielo e terra mescolati
si fa invisibile

Silvia De Angelis tutti i diritti riservati  luglio 2012                   


 
                            
                         
                

      

                              

6 commenti:

  1. Descrizione poetica di tratti e modi di certa umanità che con quest'animale condivide una caratteristica, uccide eccessivamente rispetto al suo reale bisogno di cibo. Ciao Silvia, un abbraccio

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  2. Molto interessante, e assai gradito, il tuo commento di oggi, su questa lirica immersa
    in osservazioni sulla natura e un suo interprete...
    Vivi uno splendido pomeriggio, un caro saluto,silvia

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  3. Uno bellissima e originale poesia, accompagnata da un video accurato, complimenti!
    Saluti, Marco Lato

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    1. Grazie, caro Marco, per il tuo gradito intervento.
      Cari saluti anche a te, silvia

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  4. Sempre molto eclettica la nostra Silvia che, ogni volta, sa conquistare con la sua bella penna. Un abbraccione! Llly

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    1. Mi piace spaziare nei vari argomenti e fare poesia...
      Sempre graditissime le tue intense osservazioni, un bacione cara Loreta, silvia

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